Al giorno d’oggi i social network sono diventati il mezzo più potente attraverso cui scoprire tutto quello che ci circonda. Eventi, negozi, occasioni e informazioni turistiche si appoggiano a Facebook, Twitter ed Instagram per raggiungere più persone possibili. Potremmo quasi dire che i social siano praticamente indispensabili avendo spostato le esperienze delle persone dalla sola realtà offline ad un piano di realtà che intreccia il mondo offline a quello online.

Nei negozi, nei ristoranti, ci sono sempre avvisi che incitano il cliente a fare “like” alla relativa pagina artista, ogni contenuto virtuale deve essere “agganciato” tramite la realtà offline: le persone, dopotutto, vivono, vedono e si muovono nel mondo reale, indipendentemente da quanto tempo passino sugli schermi dei loro smartphone.

Il ponte

La tecnologia si trova oggi a dover affrontare la sfida di superare questo gap, questa separazione tra i due mondi, per rendere più fluida e veloce l’esperienza mobile e per migliorare la realtà. Ora il legame c’è, e sono i beacon.

In un mondo governato dalle app, sempre più concentrato sul software e addirittura sulI’on-line, i beacon stessi sono composti sia da una parte hardware che da una software, potrebbero sembrare un passo indietro, in realtà è proprio questa loro caratteristica gli permette di giocare un ruolo cruciale in entrambi i mondi: quello virtuale e quello reale.

Questi dispositivi, per le loro particolari funzioni possono essere usati per rilasciare automaticamente sui social i feedback degli acquisti, per condividere con chiunque la propria esperienza in un negozio o avere utilizzi privati o per gestire come l‘internet-of-things domestico: gli interruttori della luce, il rapporto tra elettrodomestici eccetera.

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Il primo, e più immediato utilizzo dei beacon è il retail. I negozianti possono inviare coupon, informazioni su nuovi prodotti per cercare di accrescere l’engagement dei clienti e per creare contenuti che possono essere condivisi. Già oggi, ad esempio su Amazon, quando si effettua un acquisto compare l’invito a condividere con i social la propria azione. Con i beacon, sfruttando il posizionamento delle persone all’interno del negozio, si può condividere automaticamente un post appena si esce dal negozio, con il link al prodotto comprato o relativo all’esperienza avvenuta all’interno del negozio stesso.

Già oggi i clienti sono incoraggiati a valutare la propria esperienza d’acquisto e a lasciare ovunque dei feedback (come su Yelp). Questo gesto però richiede un’azione a volte lenta e macchinosa: è necessario fare il login e scrivere un post. Con i beacon questo potrebbe essere automatico e il tipo di testo condiviso preimpostato dal venditore che potrebbe così ricavare grossi benefici da campagne di condivisione social. Si potrebbe inoltre linkare direttamente il collegamento al sito, facendo risparmiare ulteriore tempo al consumatore.

Si tratta dunque di iterazione in real time, a prezzi bassissimi per i retailer.

Nello spettro di innovazione mobile e social i beacon riescono a far interagire la realtà con il mondo virtuale in modo semplice e facile da usare.

Perché tutto ciò è importante?

Perché il futuro è all’insegna della fluidità, la fluidità di passaggio tra le due realtà, il passaggio dall’una all’altra senza dover compiere azioni che ne rallentano il processo (aprire lo smartphone, scrivere…); non ci dovrà essere alcuna interruzione nel reale per accedere al virtuale, saranno integrati e il passaggio non esisterà nemmeno più.

In questa direzione, in questo momento, i beacon sono l’avanguardia.

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